Cinquant’anni

Oggi ho compiuto cinquanta anni. E’ una data importante per la vita di un uomo. Una data che tutti immaginano lontana, ma che quando arriva non ti sembra vero. Inizi a fare i bilanci della tua vita, riesci a scorgere con lo sguardo da ambo le parti la nascita e la morte, la giovinezza e la vecchiaia, e fai i conti con te stesso per vedere se quello che hai fatto in tutti questi ha una un senso.
Mio Dio, il tempo vola che è una bellezza.
Mi sembra ieri quando a 26 anni scrissi per gioco una lettera immaginaria a me stesso di quando avevo cinquanta anni, ma stavolta quel giorno è arrivato per davvero, a piccoli salti, ma adesso è qui, senza che io possa fare niente. Ricordo il salto dei 30 anni e mi sentivo un ragazzino ancora immaturo con tanta voglia di non crescere. Una forte volontà di restare com’ero, eppure solo adesso mi rendo conto che non bisogna mai dare nulla per scontato.
Adesso ho cinquanta anni e ho messo tante cose in discussione.
Dicevo sempre che non avrei mai voluto sposarmi. Quando parlavo agli amici di questa scelta venivo deriso. Molti non ci credevano e dicevano che prima o poi mi sarei innamorato e poi sposato. Avevano ragione… Anche quella santa donna di mia madre che quando mi dava i suoi saggi consigli non stavo mai ad ascoltarla…
Non ci potevo credere, mi sentivo un bellimbusto su quell’altare con la giacca che attendevo con il cuore in gola l’arrivo di Elisa. La vidi ed era bellissima ed io non credevo ai miei occhi. Ho fatto di tutto per mantenere la lucidità di quegli attimi. L’emozione c’era ma non mi ha sopraffatto, sono stato vigile ed osservatore. Decisi di sposarmi e di mandare all’aria la mia scelta di eterno single in pochi mesi. I sentimenti che provavo per lei erano qualcosa di cui non credo aver mai provato in altre occasioni. Elisa dopo quattordici anni di matrimonio è sempre vicina a me con la sua pazienza ed i suoi dolci modi.
Il più bel regalo che mi abbia potuto fare è Matteo. Lui ha 6 anni ed è la gioia della mia vita. A venticinque anni credevo di odiare i bambini. Avevo dimenticato di esserlo stato anche io forse. Non volevo avere dei figli perché avvertivo la cosa come una privazione della libertà.
Vi giuro su Dio che essere padre è la gioia più immensa che un essere umano possa provare. Probabilmente la natura ci ha donato questa sensazione come senso di appagamento per aver contribuito alla continuazione della specie. Avere un figlio per me non è stata privazione di libertà ed anche se all’atto pratico lo fosse, sentirei di donare volentieri la mia libertà in cambio della sua felicità. Ero diventato un cuore di pietra nella mia vita, impassibile agli eventi e alle emozioni sdolcinate, ma non ho saputo resistere alla commozione quando l’ho visto tirare fuori ed emettere il primo vagito e dissi tra me e me: “Benvenuto Matteo, sei qui grazie a me” ed il mio viso si bagnava di lacrime di felicità.
Ogni tanto mi guardo allo specchio e mi compiaccio di non aver perso i capelli, ne ero certo sin da piccolo. Credo di essere ancora un uomo che piace e non vedo ancora segni di decadimento.
Ogni tanto penso alla morte, è terribile pensare che IO proprio IO debba affrontare quel giorno. Quel giorno che vedo lontano, ma anche a 26 anni vedevo lontano questo giorno da cinquantenne ed eccolo qui che è giunto.
Devo imparare a non pensarci. Gli animali vivono felici perché non si rendono conto della morte.

Adesso vado, mi attendono Cinquanta candeline da soffiare e due stelle da accarezzare.

(30/05/2028 – 19:45:32)

Non riuscivo…

 

Non riuscivo mai a posare lo sguardo su di te,
ma pochi secondi erano sufficienti per rubare
i tuoi occhi di ghiaccio e tenerli nella mia mente
per mesi o poco più.
E’ stato divertente vederti nuovamente;
ho riso con me stesso perchè riuscivo a parlarti
e guardarti con naturalezza.
Ho saputo che ti sposerai e sono felice per te.
Sei andata via millenni fa dal mio cuore,
ma ho voluto preservare dentro di me
per l’ultima volta la tua immagine
un attimo prima che scomparissi
di nuovo dalla mia vita.

 

 

Avevo solo…






Avevo solo quindici anni quando ero ubriaco e fumavo per la prima volta…
          e gia conobbi persone che volevano approfittare di me.
Avevo solo quindici anni quando mi innamorai e di brutto… 
          e mi resi conto che amavo per non odiare me stesso.
Avevo solo quindici anni quando la mia voce sembrava uscire da un fumetto…
          e l’autoironia fu il miglior metodo per accettarmi.
Avevo solo quindici anni quando abbreviai il mio nome 
          e sotterrai timidezza e ricordi alla stregua di un’ascia.


Ho venticinque anni ed un secondo….
          e decido di vivere il mio tempo, senza correre, senza cancellare…
          … cosi com’è.











Mi ritrovo avvolto n…

Mi ritrovo avvolto nel silenzio, accompagnato dal circolo frenetico di una ventola impolverata e da
un sibilo ultrasonico di un televisore ammutolito. Davanti ai miei occhi di nuovo una pagina bianca.
Alle mie spalle un letto zeppo di abiti per probabili travestimenti prequaresimali. Una telefonata
mi distrae da quel filo di pensiero e mi accorgo di cavalcare un nuovo binario sinaptico.
Il silenzio e la calma che mi circondano sono tali da permettermi di udire me stesso come non mai.
E’ tardi, dovrei gettare nel cestino dei rifiuti questa pigrizia serale, è tempo di elaborare il mio
travestimento; Non la solita maschera … stavolta.
Appare un po triste la prospettiva, ma forse solo per un giorno si può uscire dai soliti preconcetti.








Quest’anno ho fatto …

Quest’anno ho fatto il buono…

 

La befana  mi ha portato:

 

1 scatola di cioccolata lindor
3 scatole di tartufoni a praline motta
1 tartufone a barretta
1 buatta di Caprice
1 barattolo di nutella
3 ovetti kinder
4 pacchetti di vigorsol air
1 pacco di gianduiotti novi
1 pacco di bacetti perugina
1 tavoletta milka a nocciola
1 milka a biscotto
3 ritter sport vari gusti
1 pacco di grisbì al cacao
1 pacco di flauti del mulino bianco
1 pacco di crostatine mulino bianco
1 pacco di tenerezze al caffè
1 caramella all’arancia (??)
2 buste di tortillas chips con salse messicane
1 scatola di balsen finesse
1 pacco di biscotti Balsen Hit
1 scatola di biscotti frollis
1 confezione di ciobar
1 confezione di elah budino
1 succo santal plus
1 tubo di pringles
1 tubo di crik crok

 

e ci aggiungo io

 

1 scatola di buscopan per il mal di panza …

 

Grazie Befy

Non c’e’ nulla da fa…

Non c’e’ nulla da fare…
Mi si sta arruginendo il pensiero.
Ho perso anche quel poco di creatività.
La colpa è dello stile di vita comune blando e monotono; La routine…
Da un lato forse ti fa dimenticare per un pò cosa è la solitudine.
Dall’altro lato ti uniforma ad una massa…
Vivi l’illusione di pensare ed agire autonomamente,
di tua spontanea volontà.
Difficile è rendersi conto che quel pensiero di agire
è nato un istante stesso dopo l’azione.
Ma allora chi ci controlla… Non ho voglia di immaginare
che siamo burattini di un qualcosa che è in noi stessi.
Un pensiero unico accomuna le masse, a volte ho la
sensazione che ci sia uno schema ben preciso di un supervisore.
Molti lo potrebbero identificare in Dio. Io non mi limito a
questa visione.
Deve esserci qualcosa di ben più complesso di un Dio “orologiaio”
cosciente, che ci osserva e ci pilota.
Questa sera ho voluto alzare la testa al cielo. Era dall’inverno scorso
che non vedevo quel cielo. Ho provato un senso di familiarità. Dopo un po
ho tentato di limitarti non solo ad ammirarne la bellezza,
ma a sforzarmi di capire cosa stessi realmente guardando.
Ho provato un senso di impotenza volendo raggiungere con l’immaginazione
una stella.
Quello che ci separa in fondo è solo il tempo, lo spazio è diciamo
… “trascurabile”. Il tempo, quell’essenza che noi abbiamo voluto per forza di cose
 suddividere, scandire, misurare, accelerare.
In un modo che ci permette di vivere, ma che ci soffoca. Ci stringe in una
morsa che ci fa rendere conto di cosa sia l’impossibile.
Vorrei non sentire mai il termine “limite umano” perchè credo che l’uomo si sia
battuto per superarli…
Le distanze abbiamo accorciato, Le velocità accelerate.
Se c’e’ una cosa di cui sono sicuro è che nel luogo in cui ci troviamo qui (forse per caso)
il tempo è proprio il limite invalicabile per eccellenza.
Possiamo solo tentare di ignorarne lo scorrere, cavalcare la relatività di un istante,
e credere dal profondo dell’immaginazione che non possa terminare mai.
(20/11/2003)


Ticchettii sonori
Ed insistenti riportano
Me al presente. Nulla
Potrà fermarlo. E’ la fine
O soltanto l’inizio?